Italians: una giornata nel mondo
Saturday, January 10th, 2009Un paio di mesi fa ho partecipato all’iniziativa di Beppe Severgnini che chiedeva agli italiani sparsi per il mondo di raccontare un’ora della giornata. I racconti più votati (10 per ogni ora) sono stati raccolti e pubblicati in un e-book, che potete scaricare gratuitamente qui: Italians una giornata nel mondo
Questo è quello che ho scritto io, ore 18:00, spero vi piaccia.
MIND THE GAP
Ore 18: quasi ora di cena nella fredda e grigia Manchester. Vivo qui ormai da sei anni, con mio marito e le mie due splendide bambine.
“Mamma, la pizza la voglio con senza prosciutto!”
Piccola imperfezione del bilinguismo faticosamente e finalmente raggiunto, la sua personalissima traduzione di “without”. Eppure a ben guardare è il mio ossimoro esistenziale, come mi sento io: con e senza allo stesso tempo.
Con mille possibilità davanti, per me e le mie figlie, in una terra che non frustra il coraggio, le idee, il voler fare.
Senza il sole di maggio (per non dire degli altri mesi), il mare, la terra che odora di casa e di buono. A vivere in una terra di parole senza musica.
Con e senza l’Italia. Quella di ieri, di quando me ne sono andata, che non c’è più. E quella di oggi, mai del tutto mia.
Ore 18:30: siamo a tavola.
“Io sono metà in inglese e metà in italiano”. La più piccola sembra capire al volo, e in dieci secondi ci dà una dimostrazione pratica: tutta compita ed educata quando dice “daddy, please!”, poi si gira e fa: “mamma, ‘nd’annamo domani?”. Due modi di vivere, di sentire. Rido, e penso che ne vedremo delle belle quando cresceranno, un mix tra il bisogno innato di mettersi in fila e quello di fare i furbi. Riservatezza inglese e calore umano latino. Ordine e genialità, secondo ossimoro della serata.
Ore 19:00: ora di chiudere la giornata.
Leggo loro una storia, poi un bacio e la buonanotte. Sono un po’ agitate, siamo quasi in partenza. “Sei contenta che fra tre giorni vedi la tua mamma?” “Sì, amore. Adesso dormi”. Ripenso al mio ossimoro esistenziale, al magone prima di tornare a casa… (perché dici ancora casa, nota mio marito, questa è casa tua). Non voglio questo per loro. Spero che la loro casa sia grande come il mondo. E’ questo il futuro, ed il futuro è loro. Mind the gap.